L'URLO DELL'ARTE

EVENTI ORGANIZZATI DA TOGACI - ARTE A 360°

mercoledì 28 novembre 2012

L' Io labirinto nel mio Sé- Bi-Personale di Pittura di Antonio Conte e Davide Cocozza + FESTA FUNESTA





L' Io labirinto nel mio Sé

Le opere pittoriche del Conte e del Cocozza sono la carne della loro mente, L'Io celato in ogni infimo tratto. Il loro Sé, L' essere tutto .

Mostra dal  07/12/2012 al 27/12/2012
Mostra a cura di Togaci
http://www.facebook.com/pages/TOGACI/150269108391818?ref=hl
Progetto Comunicativo
Lié Larousse
http://www.libroarbitrio.com

Guest Star
KOMA' Artgallery
www.komagallery.eu
Presenta :
FESTA FUNESTA
https://www.facebook.com/FestaFunesta?ref=hl
La festa più triste del mondo
a cura di Coll.K (dj da Kamera
DJArtSet By Marzia Stano aka UNA +coll.K (Dj da Kamera)
Approda
HulaHoop gallery
http://www.facebook.com/hulahoopclub.face?fref=ts
Via de Magistris,91/93
Roma (pigneto)
Apericena ore 19.30


Antonio Conte
http://www.equilibriarte.org/konteanto

Rimembra l'uomo viandante che soffermando lo sguardo sulla fattezza sinuosa ne sconvolge la mente. Sussulti di smanie ed emozioni sperdute, nebulose, si palesano nelle opere pittoriche di Antonio Conte, precisione labirintica con la quale forgia armonici ambienti dal mondo consumato ,inasprendone concetti di felicità, di bellezza ascosa, di esultata beatitudine, elargendo l'innata essenza del vero essere nascosto nei filamenti della tela che fluisce dai toni impattati dai colori e dalla sembianza della sua creatura da essa nata.
Cosicché ogni emozione, che reale alberga nella scenografia visionaria raccontata dal suo artefice Antonio Conte, ci investe spettatori in ogni attimo di osservanza, porgendoci su di un piatto d'argento, sorretto senza mani, la realtà della verità che rendiamo intangibile perché artefatti di noi stessi , così, col volto di sbieco, col naso ad un passo dal movimento del tratto, con l'occhio ammaliato, grati a siffatta autenticità sopravviviamo al delirio di non essere ciò che ambiamo.
L'essenza è nell'arte dell'opera resa tale dall'arte innata dell'elettivo uomo che l'ha creata , Antonio Conte nella sua magnificenza d'essere, non nell'essere l'artista magnifico . L'immaginario di sentirsi artisti né è solo la conseguenza.



Davide Cocozza
http://www.davidecocozza.com

Conoscenza arguta ed intellettuale, cupidigia di erudizione a tal punto che l' ardore di Davide Cocozza comprende la natura del proprio desiderio laddove risiede implodendo al suo interno in grandiosità di pigmenti , lussurioso spargersi dell'Io su tela, affreschi di sguardi, capricci, brama , esaltazione, impressioni che trapelano dalle pennellate donate loro dal diletto dell'Artista mai sazio. Il suo concupire emerge nell'estasi dello sfavillio della pupilla dell'uomo che osserva e che è osservato, dalla florida bocca di bambina , dal sospiro di donna rubato in quel limbo ove il tempo soffia, così si nutre Davide Cocozza, di una tridimensionalità che erge le sue opere in forma umana. In un letto scavato dall'animo si desta immune dalle precondizioni che lo circondano, immune dall'essere persuaso e posseduto dal volere dell'individuo moderno contemporaneo che si affama di fama senza sapere ciò che agogna davvero, ciononostante, Egli in questi anni dieci del nuovo secolo, abbraccia lo spazio con i suoi pellegrini suscitandoli dalla vita abbandonata persa per rincorrere un sogno desolato dall'arguire andato, abbagliandone il viaggio.



KOMA’ presenta LA FESTA FUNESTA
Komà la prima galleria d’arte contemporanea nel molise.

Ce lo siamo chiesti più volte: cosa vuol dire operare, per caso o per volontà, in una zona di confine?
Forse vuol dire raccontare la fine di una grande narrazione, che rendeva possibile credere nell'esistenza di significati universali e condivisi. Oppure vuol dire raccontare la fine del grande centro, la fine delle gerarchie stabilite, la fine del pensiero sistematico e razionale. Un pensiero che si reputa infallibile e che non è disposto ad evolversi ed a modificarsi in base al contesto o alla situazione in cui nasce.
Il confine offre la giusta dose di isolamento. Quella dose che ti permette lunghi momenti di silenzio e di riflessione, che ti spinge all'autonomia, alla fantasia, che ti allontana dal conformismo e dalle mode passeggere.
Se, come scrisse Baudrillard qualche anno fa, viviamo in un mondo dove c'è sempre più informazione e sempre meno significato, è davvero necessario operare una messa in discussione radicale   del proprio modo di fare arte e ricostruire autonomamente l'anatomia dei propri significati senza aver paura della stranezza, dell'impopolarità, o dei risvolti inediti che le proprie scelte potrebbero generare. Essere al confine consente la possibilità di percorrere strade nascoste ma inesplorate, di guardare il mondo dalla giusta distanza senza mai essere veramente dentro le cose, di  assumere una prospettiva marginale,di  sviluppare un pensiero laterale.
All'arte che si accontenta di fabbricare “prodotti” rispondiamo con un'arte che desidera generare esperienze. Un arte lontana dai musei ma vicina  ad ogni contesto in cui opera l'uomo.
Trasformare la propria vita in un'opera d'arte, essere artefice di piccole rivoluzioni quotidiane, osservare, giorno per giorno le trasformazioni che il proprio pensiero produce.
Le nostre risposte all'affollamento di idee e di opere, alla confusione ed alla distorsione mediatica sono il silenzio e la sottrazione, la nostra arma è la pazienza. Perché è non cambiando niente che tutto è diverso.
Come Lucifero, abbiamo scelto di regnare all'inferno, piuttosto che servire in paradiso.
Come Dubuffet crediamo che “La vera arte non è mai dove ci si aspetta che sia: nel luogo dove nessuno la considera, nessuno la nomina. L'arte detesta essere riconosciuta e chiamata per nome. Scappa immediatamente. L'arte ama l'anonimato. Appena è scoperta, appena viene additata, fugge.”
Ecco dunque La FESTA FUNESTA, la festa piu triste del mondo, come una piccola rivoluzione nel quotidiano manifesta uno stato d’animo, quello del popolo funesto.

Noi condannati dal “dolce Oblio” alla lucidità e alla profondità, Non siamo Né il problema Nè la soluzione.
Né con DIO Né con LUCIFERO!!!
Abbiamo la “bile nera” ed anche il nostro umore è nero
La nostra bandiera è uno stato d’animo.

La nostra tristezza è tutt’altro che inconsapevole
Noi non ci arrendiamo passivamente al vivere
Noi non ci adattiamo agli avvenimenti esterni con la convinzione che non ci riguardano
Noi prendiamo l’iniziativa!!



Etichette: , , , , ,

martedì 31 gennaio 2012



“A little piece of my art”

a cura di Togaci




Il 17 febbraio 2012 la miscela di arte e letteratura che è l’anima dell’HulaHoop club si sublima in una serata intensa e carica di emozioni.



Apre la personale “A little piece of my art” di Martina Monopoli (dal 17.2.2012 al 23.2.2012).

La macchina fotografica si fa strumento di analisi pittorica: coglie un attimo metafisico in cui l’artista diventa soggetto della sua stessa opera ed entra fisicamente nella propria visione introspettiva. In una fusione di immaginazione, di effetti luministici e cromatici, Martina Monopoli ritrae i pittori ,e non (Eleonora Gianfermi, Stefano Bolcato, Cristiano Petrucci, Silvia Faieta, Gianni Lancellotti, Francesca Gerlanda Di Francia, Valerio Pierbattista, Marcello Toma, Valentina Zummo, Stella Venturo, Paolo Pietrangeli), e si fa interprete eccellente di un panorama pittorico multiforme e significativo.



Segue la presentazione del catalogo degli eventi 2011-2012 del binomio HulaHoop-Togaci, cui presenzierà il Gianluca Peciola Consigliere della Provincia di Roma ,che ha abbracciato il progetto.



Quale migliore intrattenimento, il palco dell’HulaHoop ospita il reading del cantiere letterario curato da Carlo Sperduti. Sulle scenografie di Francesca Gerlanda di Francia i ragazzi della “letteratura notturna” leggeranno i racconti più significativi, dando alla serata un sapore di notte magica, stravagante, inquieta e onirica.

(I lettori e autori dei racconti sono: Daniela Peruzzo, Diletta Fedele, Camilla Cossu, Felice Quartullo, Leonardo Battisti, Alessandro Reali, Marco Lipford, Patrizio D’Amico, Patrizia Berlicchi, Specchio Gelido, Elena Benigni).


-----------------------------------------------------------

Cristina Ricatti.

scrive per Martina Monopoli.



“A little piece of my art”

Pensate a una favola: un mondo fantastico, pieno di colori, di magie e sortilegi, dove figure stravaganti vivono la propria quotidiana fantasia. La storia inizia quando una fotografa di notevole talento attraversa lo specchio e si ritrova in tanti universi paralleli che si susseguono uno all’altro, da regni di incantevoli colori a scenari da incubo, incontra quei personaggi fiabeschi e ci parla, si fa raccontare il proprio sogno, poi chiede di posare per lei. Così, con il suo obiettivo, Martina Monopoli entra nel paese onirico dove i pittori diventano interpreti di se stessi, soggetti dei loro quadri, regala a ciascuno l’ambizione più grande per un artista: l’unione sublime con la propria ideazione, la mente che si riformula nel corpo del creatore. È un gioco sottile, geniale, che offre a Martina soluzioni perfette per il proprio  orientamento. Quel dualismo fra aspetto esteriore e anima che ha sempre caratterizzato la sua indagine fotografica non poteva trovare esplicazione più efficace nel fondere la figura fisica degli artisti con la rappresentazione delle loro visioni interiori. Il vero aspetto favolistico per altro sta in questo incontro che sembra un lieto fine, qualcosa che doveva accadere per volontà del fato, perché la vivacità cromatica propria degli scatti di Martina si sposa alla perfezione con i colori e le stesure di quadri e opere che tornano all’origine, ridiventano tele su cui la macchina fotografica stampa con la più alta risoluzione i chiaroscuri forti, la contrapposizione di nero e bianco, i toni vivaci, gli effetti luministici che danno sostanza e concretezza anche alle più sfuggevoli irrealtà.

È un progetto collettivo, un discorso corale che non trascura però l’individualità di ogni modello e del suo personale set, la propria intrinseca espressività, così ogni posa, ogni scatto sono stati studiati per esaltare e rafforzare il significato delle singole opere o idee, il quadro non è solo uno sfondo, è un tutt’uno indivisibile con l’artista.

L’aspetto più esaltante di questa esperienza è sicuramente il connubio di tecniche artistiche differenti, che si mettono una al servizio dell’altra per rafforzarsi a vicenda; artisti diversi collaborano fra loro perché pittura e fotografia esprimano la forte complementarietà che le lega in una esigenza estetica multiforme, quanto univoca nel farsi espressione del pensiero intimo e dell’immaginazione.

-------------------------------------------



Martina Monopoli

 nasce a Roma nel 1985.

Il suo percorso di studi sociopsicopedagogici la porta ad interessarsi di psicologia e di linguaggio non verbale in quanto espressione inconscia delle emozioni.

Da qui nasce il suo interesse per il linguaggio visivo: tramite l'osservazione dei gesti, infatti, la verità viene rivelata per immagini.

Tuttavia è solo nel dicembre del 2009, quando resta profondamente emozionata da una fotografia, che sceglie la macchinetta fotografica come mezzo espressivo, decide di regalarsi una reflex ed intraprende un percorso di studi fotografici.

La sua fotografia, caratterizzata dai forti contrasti, spazia tra la trasposizione in immagini di sentimenti e mondi interiori ed il puro esperimento estetico, con una particolare predilezione per il ritratto come tecnica espressiva.

Il dualismo ed il complicato equilibrio tra interiore ed esteriore è ciò che la ispira, attraverso la sua personale ricerca fotografica sembra quasi voler arrivare a comprendere i meccanismi emozionali che legano tutti gli esseri umani ed allo stesso tempo caratterizzano ogni individualità.

Dal 2010 è attiva nel campo della musica live: Subsonica, Caparezza, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Daniele Silvestri, Gino Paoli, Skunk Anansie e Linea77 sono alcuni degli artisti che ha interpretato attraverso il suo obiettivo .

Lavora inoltre come fotografa sportiva partecipando ad eventi di rilievo nel settore delle arti marziali come Judo, Karate e Ju-Jitsu.

Nel 2011 espone le sue fotografie al “Dyonisos pub” e alla scuola “Pisacane” di Roma.

Collabora stabilmente con la webzine sound.36 e il sito di informazione sportiva fighting-promotion; anche  06live, Ondalternativa e Me.tro. hanno pubblicato i suoi scatti in diverse occasioni.

Attualmente vive e lavora a Roma come fotografa.

“A little piece of my art” di Martina Monopoli
(dal 17.2.2012 al 23.2.2012).
PRESSO HULAHOOP
VIA L.F. DEMAGISTRIS 91/93
PIGNETO ROMA
la mostra sara'visibile tutti i giorni da lunedi al sabato 19.00 alle 00.00
entrata con tessera
aperitivo ore 19.30
€8.00
info:+393493191935

Etichette: , , ,

sabato 6 agosto 2011

ARTE ALL'ANTICO LAVATOIO




L'Arte al lavatoio Comunale di Guidonia Montecelio (rm)

Per la patrona di Maria SS.MA Immacolata

Quattro artiste ,

Maria Antonietta CARDEA, Alessandra CAPOLEI, Miriam GUERRIERI e TOGACI

Dissimili ma legate dal l sottile senso di appartenza che si chiama ARTE

pittura e fotografia e installazione .

Vengono chiamate per dare all'antico Lavatoio, una nuova collocazione,

dando vita a mescolanze di arte al ritmo della scrosciante viaggiare dell'acqua .

"ANTICO LAVATOIO"

DAL 26 AL 29 AGOSTO

VIA SANTA MARIA 34

Guidonia Montecelio (rm)

inaugurazione il 26/08/2011 ore 19.30 alle 00.oo

orario di visita per i giornia segure 17.30alle 22.00

info: TOGACI Cell.3475321659

Come Arrivare:

In auto:

da Roma si puo’ percorrere la Tiburtina fino a Settecamini e poi proseguire per Guidonia Montecelio o percorrere la A24 Roma L’Aquila fino al casello di Tivoli e poi ricongiungersi alla Tiburtina.


Alessandra Capolei

Nata a Roma nel 1979, diplomata con successo nel 2005 in Scenografia presso l’Accademia di belle arti di Roma, partecipa a diverse mostre collettive esponendo opere di vario genere e temi: istallazioni, assemblaggi, pitture e disegni, etc...le sue opere sembrano composizioni poliedriche miste di simbologie e richiami classici intrisi del proprio contemporaneo.

Artista poliedrica anche negli allestimenti scenografici, dove prepotente è l’uso di materiali e supporti di recupero (significativa l’esperienza collaborativa con Roberto Maria Federici: architetto, fotografo, incisore ,pittore e scultore romano ).Negli ultimi tempi si è dedicata alla progettazione e messa in scena di performance teatrali dove scenografia costumi colori e azioni si spingono verso lo spettatore con lo scopo di coinvolgerlo, senza voler lasciare un significato unico ma di permettere agli occhi e alla mente di chi guarda una propria personale idea concettuale.

Per A. Capolei lo scopo dell’arte è di provocare reazioni consce e istintuali allo stesso tempo. Non la perfezione formale ma l’errore impercettibile e voluto, l’asimmetria, muovono la vita della conoscenza e del piacere che solo l’arte può dare .








Quello che stupisce di Maria Antonietta CARDEA,

nostante i suoi soli 28 anni è che mischiando le carte cambiano gli scenari.

I suoi scatti tradiscono sempre in maniera cosi netta la sua mano.

I suoi ritratti continuano a trasmettere la stessa sensualità, lo stesso sereno e noncurante con il corpo e la nudità, la stessa ansia di vita.

Ma soprattutto quella sensazione di immortalità e di sfida sfacciata al mondo, di chi è ancora adolescente e non, riesce a entrare con abile prepotenza dentro contesti ampiamente sfruttati per evidenziare linee di confine dal significato ancora originale.





Miriam Guerrieri

nata il 21 Settembre 1983 a Gela (CL) vive e lavora a Montecelio in provincia di Roma.

Pittrice autodidatta, sin da ragazza si è dedicata al disegno. Distante da ogni forma di esibizionismo ha sempre lavorato in silenzio, appartandosi per soddisfare una interna esigenza, un grande desiderio di comunicare attraverso la pittura il proprio pensiero e le intime emozioni .

La sua continua evoluzione nella metodica, nella tecnica e nei soggetti che propone nei suoi dipinti, è di conseguenza strettamente collegata sia al procedere della sua maturità artistica sia ad un mondo in veloce cambiamento.

Nel corso degli anni si è dedicata alla pittura artistica su ogni superficie decorabile, dal vetro, al legno alla pietra, a tutto ciò che le consente di dare sfogo ad uno stato d’animo rappresentabile con disegni e colori.

Desiderosa continuamente di esprimere il suo mondo non si è mai lasciata tentare dalla riproduzione ma ha sempre inteso il disegno come creazione, espressione emotiva, comunicazione di sensazioni catturate nella vita di tutti i giorni.







Togaci è un' artista Torinese

Si è formata sotto la guida del maestro, pittore e scultore Mauro De Celia, presso l'Accademia delle Belle Arti di Torino.

Spirito eclettico, diventa Maestra orafa. Pittrice solitaria, le tante anime che incontra nella sua vita sono fonti di interminabili scambi preziosi.

Togaci sperimenta dall'arte orafa alla fotografia, dalla pittura alle installazioni. Le tematiche della sua arte vertono molto su temi sociali quanto universali: si ispirano alla solitudine e alla mancanza di comunicazione tra gli individui, al corpo inteso come casa dei ricordi, e al contatto tra le sensibilità differenti.

Ha esposto in Italia e all'estero, fin oltre oceano. Nel 1998 vince la biennale dei giovani designer (Torino) con "La mia scarpetta", opera donata a A. Santoro.Nel 1990 l’opera pittorica ”Cuori del mondo”, esposta al Big-of (Torino), ottiene la menzione di merito.Menzione di merito di valore artistico anche per l’opera “l’Urlo”, facente parte della galleria Collection du Soleil (Roma).

Vive e lavora a Roma, dove sprona giovani (e non più giovani) talenti ad emergere tra le onde tempestose dell'arte contemporanea.

Etichette: , , , ,

domenica 8 maggio 2011

"Forma-Mente"



personale di Eleonora Gianfermi

dal 18 maggio al 31 maggio 2011



mostra a cura di Togaci

Presso:HulaHoop Club

via L.F.De Magistris 91/93

zona Pigneto Roma



APERITIVO CON TESSERA ORE 19.30



DJ SET

Fred Montgomery-Piccolino



ORE 20.00



PERFORMANCE & BODY PAINTING

Erica Muraca e Eleonora Gianfermi

musiche di Fred Montgomery-Piccolino


Eleonora Gianfermi



http://myspace.com/eleonoragianfermi

Eleonora Gianfermi, “Forma-Mente”

Nella natura le risposte nel cuore la strada. E questa strada si inerpica nel pieno dell'asimmetria, tra spirali repentine e suggestioni curvilinee. I tratti di questo percorso ora si modulano in maniera corposa, stagliando immagini per negativo, ora definiscono direttamente l'insieme pittorico.

I colori sono vivi e pieni, la loro densità è pari a quella di un'emozione in presa diretta. Non a caso sono pressoché assenti le sfumature: nella vita che si trasforma in immaginazione non ci sono ombre. Non quando la realtà è sintetizzata attraverso le proprie personalissime forme.

Tutto va bene per arrivare a questo fine, dai cartoni al corpo, dal cuore alla mente, dal sogno alla fantasticazione.

Nasce a Roma nel 14 luglio del 1980, inizio ad approcciarmi da autodidatta al disegno e alla pittura, come tutti, da bambina ma poi non ho più smesso.

Grazie a NUA ho incominciato ad esporre nel 2006 poi un anno dopo ho trovato TraslochiAdArte con la quale ho iniziato a collaborare e tuttora si collabora.

Sono stata un autodidatta fino a Gennaio del 2011 quando la mia Strada ha incontrato il mio Maestro Fulvio Masciangioli con lui sto imparando l’arte della pittura .




Erica Muraca

(Guastalla RE, 26.07.1984)



facebook.com/ericammi



"La danza ci aiuta ad entrare in sintonia con il ritmo interiore del corpo, con la Vita". La danza, dunque, intesa come conoscenza del proprio corpo, esortazione alle donne a riconoscersi e comprendersi nella propria unicità ed eccezionalità, la danza come valorizzazione del proprio ventre vissuto come centralità del proprio essere.





Laureata presso Almamater Studiorum Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia,Laurea Specialistica in DAMS Discipline Teatrali.

Operatrice di Teatro Sociale formatasi presso l’ Associazione ‘’Oltre le parole’’ Onlus di Roma nell’anno 2010



Studia recitazione dal 1998 con: Gigi Tapella, Lucia Perego, Clementin Yelnik, Marco Manchisi, Mariangela Dosi, Letizia Quintavalla,

Nirupama Nityanandan, Gianfranco Anzini e Loredana Perissinotto.



Studia danza hip hop e contemporanea dal 1998 con: Enzo Celli, Federica Galimberti, Lucia Parego , Gus Bembery, Sonia Bianchi, Martina Mascitti, Elisa Davoli, Camilla Negri, Cècile Bargiarelli, Roberta Voltolina, Philipe Lesdemà.



“Macbeth” regia di Lucia Perego, 2000

“Quell’abisso in fondo al cuore”-liberamente tratto da “La fine del Titanic” di Enzensberger- regia di Gigi Tapella, 2001

“Ossessione” regia di Letizia Quintavalla, 2004

‘’Servi di scena’’ regia Gigi Tapella, 2005



‘’Iliades’’ regia di Gigi Tapella all’interno del Festival de la Luzège, Lapleau, Francia. Anno: 2005

‘’Giselle’’ coreografia di Enzo Celli con Botega Dance Company, produzione G.T.O., Roma. Anno: 2010

‘’150 anni in un giorno’’ regia Leonardo Petrillo e Pascal La Delfa, produzione Teatro Golden. Anno: 2011



Lavora come regista di teatro per la creazione ‘’Il grande maestro’’ liberamente tratto da ‘’Il maestro’’ di Ionesco all’interno di Zona Franca,

Festival di creazioni artistiche per un pubblico giovane, al Teatro delle Briciole-Teatro stabile d’innovazione di Parma. Anno: 2004.



Insegnante di danza hip hop ed espressività corporea dal 2007.


Fred Montgomery-Piccolino

www.myspace.com/federicaitaliano



A Fred Montgomery-Piccolino piace far ascoltare e conoscere la musica che ascolta ogni giorno dalle sue cuffie, che l'accompagna sulla metro e mentre gira in bici per le strade. Non c'è un unico genere o filone, ma i singoli pezzi sono tutti riconducibili alla voglia di condividere con orecchie curiose scoperte e talenti della scena musicale indie-rock/pop, elettronica, downtempo e alternativa contemporanea.

Etichette: , , , , , , ,