L'URLO DELL'ARTE

EVENTI ORGANIZZATI DA TOGACI - ARTE A 360°

martedì 31 gennaio 2012



“A little piece of my art”

a cura di Togaci




Il 17 febbraio 2012 la miscela di arte e letteratura che è l’anima dell’HulaHoop club si sublima in una serata intensa e carica di emozioni.



Apre la personale “A little piece of my art” di Martina Monopoli (dal 17.2.2012 al 23.2.2012).

La macchina fotografica si fa strumento di analisi pittorica: coglie un attimo metafisico in cui l’artista diventa soggetto della sua stessa opera ed entra fisicamente nella propria visione introspettiva. In una fusione di immaginazione, di effetti luministici e cromatici, Martina Monopoli ritrae i pittori ,e non (Eleonora Gianfermi, Stefano Bolcato, Cristiano Petrucci, Silvia Faieta, Gianni Lancellotti, Francesca Gerlanda Di Francia, Valerio Pierbattista, Marcello Toma, Valentina Zummo, Stella Venturo, Paolo Pietrangeli), e si fa interprete eccellente di un panorama pittorico multiforme e significativo.



Segue la presentazione del catalogo degli eventi 2011-2012 del binomio HulaHoop-Togaci, cui presenzierà il Gianluca Peciola Consigliere della Provincia di Roma ,che ha abbracciato il progetto.



Quale migliore intrattenimento, il palco dell’HulaHoop ospita il reading del cantiere letterario curato da Carlo Sperduti. Sulle scenografie di Francesca Gerlanda di Francia i ragazzi della “letteratura notturna” leggeranno i racconti più significativi, dando alla serata un sapore di notte magica, stravagante, inquieta e onirica.

(I lettori e autori dei racconti sono: Daniela Peruzzo, Diletta Fedele, Camilla Cossu, Felice Quartullo, Leonardo Battisti, Alessandro Reali, Marco Lipford, Patrizio D’Amico, Patrizia Berlicchi, Specchio Gelido, Elena Benigni).


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Cristina Ricatti.

scrive per Martina Monopoli.



“A little piece of my art”

Pensate a una favola: un mondo fantastico, pieno di colori, di magie e sortilegi, dove figure stravaganti vivono la propria quotidiana fantasia. La storia inizia quando una fotografa di notevole talento attraversa lo specchio e si ritrova in tanti universi paralleli che si susseguono uno all’altro, da regni di incantevoli colori a scenari da incubo, incontra quei personaggi fiabeschi e ci parla, si fa raccontare il proprio sogno, poi chiede di posare per lei. Così, con il suo obiettivo, Martina Monopoli entra nel paese onirico dove i pittori diventano interpreti di se stessi, soggetti dei loro quadri, regala a ciascuno l’ambizione più grande per un artista: l’unione sublime con la propria ideazione, la mente che si riformula nel corpo del creatore. È un gioco sottile, geniale, che offre a Martina soluzioni perfette per il proprio  orientamento. Quel dualismo fra aspetto esteriore e anima che ha sempre caratterizzato la sua indagine fotografica non poteva trovare esplicazione più efficace nel fondere la figura fisica degli artisti con la rappresentazione delle loro visioni interiori. Il vero aspetto favolistico per altro sta in questo incontro che sembra un lieto fine, qualcosa che doveva accadere per volontà del fato, perché la vivacità cromatica propria degli scatti di Martina si sposa alla perfezione con i colori e le stesure di quadri e opere che tornano all’origine, ridiventano tele su cui la macchina fotografica stampa con la più alta risoluzione i chiaroscuri forti, la contrapposizione di nero e bianco, i toni vivaci, gli effetti luministici che danno sostanza e concretezza anche alle più sfuggevoli irrealtà.

È un progetto collettivo, un discorso corale che non trascura però l’individualità di ogni modello e del suo personale set, la propria intrinseca espressività, così ogni posa, ogni scatto sono stati studiati per esaltare e rafforzare il significato delle singole opere o idee, il quadro non è solo uno sfondo, è un tutt’uno indivisibile con l’artista.

L’aspetto più esaltante di questa esperienza è sicuramente il connubio di tecniche artistiche differenti, che si mettono una al servizio dell’altra per rafforzarsi a vicenda; artisti diversi collaborano fra loro perché pittura e fotografia esprimano la forte complementarietà che le lega in una esigenza estetica multiforme, quanto univoca nel farsi espressione del pensiero intimo e dell’immaginazione.

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Martina Monopoli

 nasce a Roma nel 1985.

Il suo percorso di studi sociopsicopedagogici la porta ad interessarsi di psicologia e di linguaggio non verbale in quanto espressione inconscia delle emozioni.

Da qui nasce il suo interesse per il linguaggio visivo: tramite l'osservazione dei gesti, infatti, la verità viene rivelata per immagini.

Tuttavia è solo nel dicembre del 2009, quando resta profondamente emozionata da una fotografia, che sceglie la macchinetta fotografica come mezzo espressivo, decide di regalarsi una reflex ed intraprende un percorso di studi fotografici.

La sua fotografia, caratterizzata dai forti contrasti, spazia tra la trasposizione in immagini di sentimenti e mondi interiori ed il puro esperimento estetico, con una particolare predilezione per il ritratto come tecnica espressiva.

Il dualismo ed il complicato equilibrio tra interiore ed esteriore è ciò che la ispira, attraverso la sua personale ricerca fotografica sembra quasi voler arrivare a comprendere i meccanismi emozionali che legano tutti gli esseri umani ed allo stesso tempo caratterizzano ogni individualità.

Dal 2010 è attiva nel campo della musica live: Subsonica, Caparezza, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Daniele Silvestri, Gino Paoli, Skunk Anansie e Linea77 sono alcuni degli artisti che ha interpretato attraverso il suo obiettivo .

Lavora inoltre come fotografa sportiva partecipando ad eventi di rilievo nel settore delle arti marziali come Judo, Karate e Ju-Jitsu.

Nel 2011 espone le sue fotografie al “Dyonisos pub” e alla scuola “Pisacane” di Roma.

Collabora stabilmente con la webzine sound.36 e il sito di informazione sportiva fighting-promotion; anche  06live, Ondalternativa e Me.tro. hanno pubblicato i suoi scatti in diverse occasioni.

Attualmente vive e lavora a Roma come fotografa.

“A little piece of my art” di Martina Monopoli
(dal 17.2.2012 al 23.2.2012).
PRESSO HULAHOOP
VIA L.F. DEMAGISTRIS 91/93
PIGNETO ROMA
la mostra sara'visibile tutti i giorni da lunedi al sabato 19.00 alle 00.00
entrata con tessera
aperitivo ore 19.30
€8.00
info:+393493191935

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mercoledì 18 gennaio 2012

WOMEN IN BLACK BI-PERSONALE DI FOTOGRAFIA MARY ROUGE E BLAS-PHGRAFIK



Il secondo evento parte il 27/01/2012 al 9/02/2012 HulaHoop Club


a cura di Togaci.

Con Le fotografe che hanno donato scatti e interpretando ,moti dell'anima .

Simona Manzone alias Blas.phgrafik artista Piemontese e M.antonietta Cardea alias Mary Rouge

La serata si animerà con un duo di danza “Alter-Ego” è estratto dalla performance la danza “ Guaranì” nata dalla collaborazione tra le danzatrici Irene Giorgi e Marta Mearelli.

Un passo a due femminile danzato sulle toccanti note del notturno di Chopin in netto contrasto con lo stile contemporaneo.

Women in black bi-personale di Fotografia
M.antonietta Cardea alias Mary Rouge & Simona Manzone alias Blas.phgrafik


testo: di Camilla Cossu

Due donne, due mondi. Ed anche più.



L'universo scenografico che ci mostrano Mary Rouge e Blas.phgrafik è popolato da altre donne, altre anime che si muovono sulla superificie delle cose. Seppur entrambe colgano il dato reale, questo viene mutato senza incertezze dall'innata volontà di scavare nelle zone più oscure e più fragili del desiderio umano. L'apparenza e la nudità, allora, si offrono ai nostri occhi senza preoccupata distinzione: esseri garbati paiono danzare su un piano parallelo che s'allontana dalla realtà tangibile, a metà tra l'irreale ed il fantastico.



In Mary Rouge gli elementi naturali trasfigurano e giocano la loro presenza su gamme coloristiche brillanti e sature, gli oggetti divengono ambienti avvolgenti. L'erotismo è un contenitore spaziale, il respiro vitale delle donne che vogliono di mostrare il proprio corpo nell'imperfezione di una calza a rete strappata e di un trucco retrò. Se la femminilità è donna, questa non si limita a risiedere esclusivamente in essa ma abita il sesso opposto con la grazia efebica e suadente della pura innocenza. Gli scatti di Mary Rouge posseggono una sottile musicalità in cui il sensuale è ciò che parte dalla mente per giungere ai tacchi, simbolo di sudata ma ineludibile scomodità di vita e di piacere.



Blas.phgrafik è equilibrata compostezza libera da rigidità accademiche e da regole razionali. L'artista fa capolino dall'esperienza di più vite, ne estrapola il tacito spessore e lo intreccia, lo sovrappone. Il limite temporale è abbattutto: non vi è appartenenza specifica e nè potrebbe essere, se ciò che viene bloccato in un momento è la contemporanea fluidità dell'inconscio. Per questo le sue opere sono pregne di quel sapore antico dell'esistenza, frammenti di vite collettive esibite senza vergogna a testimonianza di una schizofrenica indagine che fonde corpo e mente, universali traghettatori sani di emozioni
 
HulaHoop Club

via Luigi Filippo De Magistris 91/93,
 00172 Rome, Italy
info:togaci.arte@gmail.com

giovedì 5 gennaio 2012

La Viande Rouge mostra fotografica di Maria Gabriella Cinà

La Viande Rouge
13/01/2012 al 26/01/2012
aperitivo ore 19.30
€10+tessera annuale
HulaHoop Club
via Luigi Filippo De Magistris 91/93,
00172 Rome, Italy
mostra visibile tutti i giorni esclusa la Domenica
18.30 alle 00.00
info:+39 3493191935
http://lipfordtogaci.blogspot.com/




Il 2012 all’Hula Hoop con il progetto Togaci si riparte con un nuovo ciclo di mostre dedicate alla Fotografia .

La mostra che aprirà il calendario di Gennaio 2012 , e la personale di Maria Gabriella Cinà,che si terrà il 13 Gennaio alle 20.00

dal Titolo La Viande Rouge , i scatti della Cinà sono parte di un percorso dove le muse ispiratrici sono due geniali performers , katia stefani in arte Madame Decadent e Chérie Roi.

Il concept della mostra e di Togaci e di Maria Gabriella Cinà il testo e di Camilla Cossu .

L a serata e avrà inizio con performance di Chérie Roi , ispiratasi dallo anonimo nome ,La Viande Rouge (Carne Rossa), Chérie Roi darà una nuova rilettura sobria al mondo del nudo.

[I nudi contemporanei sono contenitori della bellezza “sottovuoto”, immagini di sensi perduti nelle anatomie frammentate che i mass-media mercificano come carne al macello.]

Interessante inizio per poter decidere cosa gli occhi vogliono ancora vedere .



La Viande Rouge

Testo di Camilla Cossu

Gabriella Cinà lavora con il corpo. Il suo lento lavoro di ricerca individuale, atto a scavare dentro il proprio Sé, culmina nell'indagine estetico-artistica che guarda all'epidermide come un terreno da scoprire. Differenti luminescenze si posano sul corpo e indagano le possibilità molteplici della sua morbidezza, lo ri-qualificano quale strumento per eccellenza di una vita che dialoga direttamente con l'arte. Il corpo accoglie e dona la vita, è esso stesso opera d'arte ed apice di una comunicazione intima ed universale, emotiva ed intensa.

Come già in "Pezzi di Vita" (2009), s'impone attraverso gli scatti un gusto per il dettaglio che offre allo sguardo l'aspetto vitale della performance, con tutto il pathos che lo caratterizza. L'atmosfera sospesa si carica di attesa e l'occhio scruta il mistero di un gesto, di un'azione volta ad una nuova scoperta. Corpo ed ambiente copartecipano la diffusa luce rossastra, un velo che accarezza le linee definite degli indelebili segni sul corpo. Disegni variegati che rimandano ad un'epoca che non c'è più, si mescolano con il contemporaneo e rivivono in esso acquisendo un valore sempre diverso, sulla pelle e nel vissuto individuale. Il limite tra soggetto ed oggetto viene abbattuto dal gesto che è fermato nell'istante preciso della sua s-definizione, come a divenire immortale ed irripetibile nella memoria di chi vi guarda dentro. Nei suoi lavori Gabriella Cinà coglie volti densi di emozioni che si susseguono, si rincorrono nella condesazione di un attimo e lascia allo spettatore la libera facoltà di sperimentare a sua volta un percorso visivo e di ricerca interiore che erge il corpo a protagonista assoluto di una nuova arte.


Nausicaà Martino in arte Chérie Roi

PERFORMER

Quando il dolore è matrimonio di arte e vita.
Il corpo come supporto da oltrepassare, non più tramite mimetico della rappresentazione, ma opera d'arte nel suo divenire, nella sua essenza più profonda.
Nausicaa è una creatura senza luogo ne tempo, è un essere che si espone in prima persona alla ritualità dell'esistenza solcandola ed accarezzandone gli abissi. Analizza la vita, i ricordi, le esperienze, i sentimenti, mettendoli a nudo e ponendosi come vittima e carnefice degli stessi.

Nausicaa è gesto.
Nausicaa ha ideato, elaborato, e poi perfezionata in collaborazione con Sylvia di Ianni, la Performance di Body Art “Le Sang D’Ophelie”, rappresentata allo Shango ed al Verso Il Diverso.
In qualità di performer, ancora con la stessa Sylvia Di Ianni e Marilena Masetti Zannini, ha partecipato a “Quadro Di Famiglia” (un tablot vivant di un celebre quadro del Velasquez) e poi allo spettacolo “SS Sindrome di Stoccolma” (ambientato nei Lager Nazisti e rappresentato nel suggestivo scenario della chiesa sconsacrata di S. Cristo a Brescia).

Ha inscenato al BlackOut di Roma, con la band Surgery e Fabiola Prato, una performance di Body Art Estrema e Manipolazione del Corpo.

E' andata in scena, ancora con i Surgery al Qube di Roma, in uno spettacolo di Body Art Estrema eseguito con Soraya Salem's Hole.

Nausicaa ha inoltre collaborato con:

Con Elmerald Bondager a Bologna al Decadence

Con il Maestro Bd in qualità di performer di sospensioni bondage al The Cage di Parma.

Come performer nell’evento il “Corpo Nudo” a cura di Extrema Gendere Art e Marco Fioramanti.
Ha realizzato con Andrea Ropes e Tiger Orchid la Performance “Sex Crime” in Emilia Romagna.
Ha partecipato ad un evento della Maison De La Torture unendo l’arte del Bondage alla Body Art Estrema.
E' intervenuta come performer di sospensioni per Andrea Ropes alla serata “Blood’n Ropes” di La Maison de La Torture sempre in Emilia.
Ha preso parte con Marco Fioramanti e Gianluca Fronda all’evento di Night Italia “The unpublished culture”.
E' andata in scena ne “La Bautta” al teatro TraieVolte (performance caratterizzata dall’uso del fuoco).
Ha scritto ed inscenato, presso l'Ex Mattatoio di Pomezia, la performance "Labirinti dell'Anima", ispirata al manifesto ed alle opere di Silvia Faieta.
Ha collaborato con Tiger Orchid per l'inaugurazione della mostra d'arte Il Viandante e la sua Ombra a cura di Alessio Brugnoli al Centro Labicano Arte Contemporane CLAC, con la Performance di Extreme Body Art "Le Surlangue D'Un Corps".
Ha scritto, diretto e partecipato al video,: Under Seduction By. Dr Shinto. From the album "A Sonic Lobotomy"
Ha collaborato al progetto di Francesca Fini (esperimento Formativo..) ALONE IN THE DARK
Ha scritto e portato in scena la performance "The Black Lines" per l'esposizione d'arte Arte di Silvia Faiete
Ha scritto, diretto e partecipato al video "Le Sang D'Ophélie", with Jerome Advo for France Industrial Sin
Ha partecipato al Vernissage fotografico di Nihil Veilleur-Prêtre a Parigi, portando in scena una performance di extreme body art "Circus of the Cursed Angels", con le musica di In Slaughter Natives.


Gabriella Maria Cinà

nata a Palermo il 6 gennaio 1974 e vivo a Roma.



Fin da giovanissima, avevo 9 anni quando ho avuto in regalo la mia prima macchina fotografica con ottica galileiana, mi sono dedicata alla fotografia. Prima da autodidatta seguendo solo il mio istinto, poi negli anni ho cercato di affinare le mie qualità grazie ai corsi di fotografia ed al continuo e stretto contatto con la macchina fotografica che è ormai parte di me e del mio vivere quotidiano.

Amo riprendere la vita ed i volti che in essa si susseguono in un fluire continuo, sono principalmente una ritrattista di strada.

I volti vengono ogni giorno condizionati dalla 'forma' che pretende di fissare in un ruolo, in una convenzione, in una maschera ogni volto.

Ognuno di noi, per vivere, è costretto ad indossare delle maschere che finiamo per accettare anche se in esse, spesso, non ci identifichiamo.

E' da queste maschere non possiamo sottrarci per non mettere a nudo sogni e desideri segreti, repressi e condannati da un mondo in cui dominano la finzione e il conformismo.

Io sono alla ricerca continua di quello che ognuno di noi nasconde dietro la maschera.

Cerco in ogni volto la verità, quell'espressione che rende unico l'uomo senza condizioni e senza regole

Cossu Camilla

Classe 1982 vive ed opera a Roma

Laurea di dottore in Storia dell'arte contemporanea

Storia dell'arte contemporanea, storia della fotografia, analisi del film, didattica del museo e del

territorio, storia della critica, estetica, sociologia dell'arte e della letteratura, letteratura inglese

Storia dell'arte medievale, moderna e contemporanea, storia del restauro architettonico, storia della

filosofia, della musica, del teatro e dello spettacolo, storia del cinema, museologia, filologia romanza,

letteratura latina medievale ed umanistica, letteratura cristiana antica, letteratura italiana medievale e

contemporanea, lingua e letteratura latina, storia delle tecniche artistiche, legislazione dei beni

culturali, lingua inglese, paleografia e diplomatica, chimica applicata ai beni culturali, architettura del

paesaggio.



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lunedì 5 dicembre 2011

MAKE ART Alessandra Liberato / Lucia Proia




MAKE ART
dal 16/12/2011 al 12/01/2012
HulaHOOP
Via de Magistris 91/93 (Pigneto)
ORE 20.OO
[Alessandra Liberato / Lucia Proia] + DJ-morganMorison

a cura di Togaci,progetto Comunicativo Mauro Tropeano



Tra ambientazioni surreali e viaggi onirici Alessandra Liberato e Lucia Proia si dividono gli spazi dell'Hula Hoop Club per una bi-personale a cura di To...gaci che inaugura il 16 dicembre 2011.



Il punto di vista a tratti malinconico, quasi inquietante ma senza perdere quel giusto senso di rassicurazione, di Lucia Proia si contrappone a una visione più smaliziata, fanciullesca, fortemente influenzata da una visione fiabesca che caratterizza le opere di Alessandra Liberato.



L'istintività dei lavori di Alessandra Liberato evoca atmosfere e sensazioni che i personaggi vivono nelle sfumature dell'artista.

Legata alI'illustrazione di libri per bambini, i suoi mondi ci riportano alla nostra infanzia, quando da piccini sognavamo ad occhi aperti sperando che tutto fosse possibile e che niente avrebbe impedito di realizzare ogni piccola grande fantasia che solo l'innocenza di un bambino è in grado di suscitare.



Altrettanto fiabeschi sono gli universi paralleli di Lucia Proia. Per entrare in empatia con la poetica dell'artista è di fondamentale importanza non perdere il contatto con la propria infanzia e credere ancora nella magia della favola.

L'innocenza entra in contrasto la parte oscura e decadente dando carattere ai personaggi rappresentati dall'autrice. Ispirata spesso dalle Pullip Dolls, i soggetti rappresentati incarnano questi aspetti del suo lavoro.



Di chiara matrice Pop Surrealista, i lavori delle due giovani artiste si fondono creando una perfetta armonia tra i due mondi a un primo impatto diversi ma che trovano nell'illustrazione un ideale punto di contatto comune.


Alessandra Liberato nasce a Roma nel gennaio del 1985.

Dopo il liceo entra nel mondo delle arti grafiche e prosegue la sua formazione nel campo dell’illustrazione.

Tra il 2005 ed il 2008 viaggia tra Londra e Lisbona dove

studia le lingue e frequenta corsi d’arte e design.

Attualmente vive a Roma, dove si dedica all’illustrazione per l’infanzia e alla pittura.

www.alessandraliberato.com


Lucia Proia

Lucia Proia è nata a Latina il 05/03/1971, dopo aver conseguito il Diploma di Liceo Artistico nella sua città, si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2001. Il suo percorso artistico inizia da quando nel 1991 appena diplomata partecipa a diverse rassegne sia collettive che personali, concentrandosi attraverso la sua sperimentazione pittorica sul mondo femminile, creando sempre una dimensione parallela alla realtà, sfiorando atmosfere cariche di molteplici significati. Mette in evidenza l’aspetto emozionale e al tempo stesso onirico, a volte mitologico dei suoi personaggi, avvolgendoli in una aurea di mistero , spesso sospesi in uno spazio indefinito . Nel 2003 collabora, insieme all’ equipe artistica di Piana Delle Orme, all’allestimento di diversi padiglioni del museo realizzando murales e scenografie inerenti la storia della Seconda Guerra Mondiale. Nel 2010 partecipa e realizza 78 opere da condividere con altrettanti 78 artisti esponendole in una armoniosa comunione di colori che dette vita all’evento 78x78 (settantotto opere per settantotto artisti). Dopo questa esperienza i suoi studi la orientano anche attraverso temi per lo più naturalistici dove anche qui l’osservatore è spinto ad immergersi in contesti irreali, i contorni non sono netti e definiti ma come contornati da un una atmosfera surreale. La tecnica che predilige è il pastello, studiata ed approfondita nei diversi anni del suo percorso artistico, attraverso la quale esprime al meglio il suo linguaggio visivo.

Si dedica in concomitanza alla sua pittura ad alcuni stage dedicati ai murales facendone un vero e proprio mestiere.


Morgan Morison (all'anagrafe Mauro Tropeano) nasce il 6 settembre del 1985. Dall'età di 15 anni matura una profonda passione per l'hard rock - glam di Marilyn Manson che lo guiderà verso una concezione alquanto trasversale e sotterranea della musica. Al compimento del diciottesimo anno di età, riceve in regalo la sua prima chitarra elettrica, che chiamerà Asia (come una delle sue attrici preferite), con l'ausilio della quale darà sfogo alle sue idee veritiere e ricercatrici in ambito strettamente sociale. Nasce qui la struttura di una mente lucidamente estroversa, dai tratti androgini, le cui riflessioni prendono spunto dalla qualità e dall' etica dei rapporti umani, dalle conseguenze legate alla continua sottrazione, agli occhi dell' opinione pubblica, della realtà oggettiva di fondo che si pone come perno del meccanismo regolatore dello spazio e del tempo che l'individuo è costretto ad affrontare.



Dalle prime esperienze di "Maskara", alle sperimentazioni di "Bubbleshit", passando per le atmosfere croniche e le prime scoperte liriche di "My angel" e "Sefirot", fino ai rigurgiti di "Queasy", l'artista irpino, con gli anni, ha valutato anche esperienze di "gruppo", considerando il supporto di un energico gruppo rock avellinese, i "the Noises", con i quali ha dato alla luce un singolo (pensato in vista della partecipazione ad Arezza wave 2006) contenente nuove e definitive versioni di brani corposi come "Adrenaline" e dall'aria malignamente melodica come "Acid me".

A seguito dell'abbandono della band da parte di Cristiano Spinelli (Kris), mM si è diviso tra il progetto Noises e un progetto a due menti col chitarrista, fruttando alcuni brani scritti a quattro mani come "whitin' myself" e "catFish", passando poi alla scrittura in italiano per pezzi come "Missione di Pace" e la mitica "Lies", cimentandosi solo come autore dei testi lasciando nelle mani del capace polistrumentista la stesura delle musiche.



Tra i vari progetti collaterali, Morgan Morison sostiene una valida collaborazione con il bassista e tastierista degli Heliantus: il progetto porta il nome di "Dual dick" e lo scopo risiede nello "storpiare" e macinare cover alla propria maniera, al fine di divertirsi e far divertire. Dopo aver "esordito" con l'album "Queasy", un disco ricco riferimenti, definisce una ricerca di stile. Oltre alla cura delle canzoni, infatti, in questo periodo si sviluppano altre necessità espressive come la pittura, il video e l'immagine. Nascono così due videoclip, "aDRENALINE" (nella versione con i the Noises) e "soniCat", un brano sperimentale accompagnato da immagini altrettanto ricercate.



A tre anni di distanza da "Queasy", morganMorison concepisce il concept album "americanStyle" (uscita prevista per luglio), non molto lontano dall'idea del disco precente, valorizza ancora una volta il legame che c'è tra musica e immagine; immagine non intesa come prodotto di copertina, ma come un lavoro di ricerca al fine di dare un'idea sempre più ampia all'intero concetto.



Morgan Morison è un artista completo, colto, caparbiamente saggio, privo di paraocchi, con talento in fase sempre crescente e dotato di una benigna sfacciataggine utile, odiernamente, all' esposizione di sè stessi in una vetrina sempre più stretta e scomoda.


http://www.morganmorison.it
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domenica 20 novembre 2011

SISTERS ON AIR!



Serata a sostegno di Radio Onda Rossa
organizzata dal Martedì Autogestito da Femministe e Lesbiche

[18 Dicembre 2011, Live @ HulaHoop Club – h. 18 / 24]
Via Filippo Magistris 91/93 -PIGNETO- Rome

ingresso €5.oo CD OMAGGIO
PROGRAMMA
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1 - TAIKO NO KOE Trio- La voce del tamburo (etno-world) h.19.00


L’energia del tamburo giapponese (Taiko) viene trasmessa a chi l’ascolta dalle tre percussioniste:
Rita Superbi, fondatrice del Gruppo Taiko, primo gruppo italiano di tamburi giapponesi, Catia Castagna, attrice e percussionista, e Marilena Bisceglia (percussionista e aikidoka).
Eleganza e potenza dei movimenti, precisione nell’esecuzione con spazi dedicati a piccole e “giocose” improvvisazioni, ma senza la pretesa di “essere giapponesi”, usando quindi la tecnica del taiko che viene però qui “contaminata” dalle precedenti esperienze artistiche delle tre percussioniste.
L’energia parte, trapassa e ritorna, in un circuito continuo, perché come dice il maestro Kurumaya Masaaki, la pelle del tamburo è uno specchio che riflette ciò che si fa, quindi se si suona con il cuore (kokoro) si trasmettono e si ricevono emozioni, facendo vibrare l’anima di chi ascolta.
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2 – Francesca Fabris (folk-bossa) h.19.30


Francesca Romana Fabris presenterà alcune delle sue canzoni dal suo ultimo EP in uscita a dicembre 2011. Attiva nel campo musicale da oltre 10 anni, dal 2008 sta portando avanti un nuovo progetto di canzoni orginali in italiano e inglese, in uno stile folk-bossa con largo uso di improvvisazioni. Per la serata del 18 dicembre presenterà il suo repertorio in un set acustico, chitarra e voce, accompagnata da Evon Gutten al clarinetto.

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3 – Elisa Luu (electro) h.20.15



Elisa Luu (Elisabetta Luciani) è una compositrice romana che ha cominciato la sua carriera musicale come sassofonista, spaziando tra il jazz e la musica fusion. Dal 2007 ha cambiato i suoi orizzonti musicali cominciando a comporre musica ambient/elettronica. Lo scorso anno ha aperto l’etichetta indipendente ‘La bèl netlabel’, insieme a Adriano Bossola, con cui è uscito il suo ultimo EP ‘The time of waiting’. La vedrete riprodurre live la sua musica con il supporto di computer, controllers e synth vari.

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* durante l’esibizione verranno proiettati video della fotografa e videomaker Qamile Sterna *
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4 – Helene Paraskeva - Silvia Balossi (etno-world) h.21.00



Helene Paraskeva è nata ad Atene e vive a Roma. Immigrata ed extracomunitaria ante litteram ha imparato a convivere con la precarietà quotidiana. Per recuperare una parte di sé racconta storie. Collabora con la rivista settimanale “Internazionale”.
Silvia Balossi, cresciuta respirando il vento dell’Africa, inizia l’arte e lo studio della kora per recuperare una parte di sé. La kora è uno strumento per tradizione suonato dagli uomini nati nella casta specifica dei griot di cultura Mandinga. Suonando e cantando una lingua che non parla, la lingua mandinga, l’obiettivo è quello di “sentirsi a casa”, pur essendo sempre in “territorio straniero”.

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5 – Eli Natali (folk-rock) h.21.30


Elisa Nancy Natali nasce nel 1981 a Sydney e cresce fra l’Australia, Ginevra, Londra e Roma. Di padre italiano e madre inglese, trascorre l’adolescenza in paesi francofoni, padroneggiando per tanto queste tre lingue.Comincia a suonare la chitarra da autodidatta a 13 anni e fin dall’inizio compone brani. Nel 2007 firma un contratto discografico con la Funkyjuice che le permetterà di incidere il primo disco: “Interprétation”.L’ascolteremo in versione chitarra e voce, con anteprime dei pezzi del suo nuovo album, ormai prossimo alla stesura definitiva in studio.

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6 – Giulia Anania (pop-rock) h.22.00

Giulia Anania, autrice e musicista, nasce a Roma nel 1984. La passione musicale di Giulia Anania nasce da un amore smisurato per la voce e lo spirito di Gabriella Ferri. Nei suoi brani racconta con un lirismo cinematografico l' Italia di oggi e di ieri, la sua bellezza e le sue contraddizioni, l' amore, i paesaggi urbani, i sogni e le disillusioni della generazione Anni Zero.
Nell’agosto 2010 firma un contratto di esclusiva come autrice e compostitrice per la Warner Chappell e ha la fortuna di scrivere con alcuni dei più grandi autori italiani e la possibilità di comporre per le colonne sonore dei film "Come trovare l'uomo sbagliato al momento giusto" e "Oggetti smarriti".
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7 – Dj Set: Sisterhood is Blooming & Pin*Klò h.22.30-24.00

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MAKE ART (PITTURA E ILLUSTRAZIONE)

Lucia Proia & Alessandra Liberato (Togaci)


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sabato 12 novembre 2011

"LITTLE ANCIENT WORLD " mostra di pittura di Francesca Gerlanda di Francia


Togaci presenta "LITTLE ANCIENT WORLD " mostra di pittura di Francesca Gerlanda di Francia

dal 25//11 al15/12

HulaHoop Club
- Via Filippo Magistris 91/93 -PIGNETO-
Rome, Italy

ore20.00


Francesca Giovanna Gerlanda di Francia ha tre nomi come i nobili e in effetti il suo cognome proviene da un’antica famiglia nobile, eleganza e gusto sono due doti che le appartengono, i tre nomi una dimenticanza di virgole al registro anagrafe.
Nasce in Calabria, a Vibo Valentia, una terra ricca di influenze che nasconde e trattiene nell’...epoca in cui tutto passa attraverso la TV. Il pop degli anni 80/90 si diffonde a macchia d’olio.
Su scenari che conservano il passaggio dagli antichi greci ai normanni fino all’abusivismo degli anni 70, bussano direttamente alla porta di casa la musica di Bowie e dei Depeche Mode, sul tavolo riviste con inserti delle cose introvabili, ovunque pennelli e tele e colori ad olio di un padre che forse si è dimenticato di mettere le virgole ai tre nomi, ma dipinge e lo fa come passione e come mestiere.
Il professor Saverio di Francia insegna infatti figura e tecniche pittoriche al liceo artistico e all’accademia di belle arti di Vibo Valentia

L’ambiente è pregno di stimoli e Francesca, con la mano sinistra ruba letteralmente i pennelli e comincia a dipingere in età giovanissima – un bicchiere con fiori di campo dipinto ad olio è il primo quadro firmato Gerlanda85. Le sue basi tecnico-pittoriche sono classiche, lavora su commissione realizzando copie dei grandi maestri classici, dalle pale bizantine alle pitture rinascimentali. Allo stesso tempo in casa coltiva scimmie di mare, osserva l’esterno con gli occhiali a raggi X e sogna di dominare il mondo con il tele-dominio.

I cartoni animati, i fotoromanzi e i manga giapponesi sono il linguaggio narrativo che più la colpisce, diventano il suo modo di raccontare, un dipingere che somiglia allo scrivere di un narratore che cura gli scenari aggiungendo elementi visionari.

Tutti i suoi studi sono dedicati all’arte. Ottiene il diploma all’Istituto Statale D’arte D.Colao di vibo valentia, prosegue all’Accademia di Belle arti Di Roma, che, ad un esame dalla tesi lascerà, smettendo anche di dipingere.

Le passioni e le necessità. Il suo talento è evidente a tutti, ma come per molti con il solo talento non ci si mantiene. Riesce anche ad entrare alla Zecca dello Stato, ma un impegno di studi full time non le è più concesso. Prova a fare della sua voglia di disegnare un lavoro e consegue un diploma di tatuatore ma sarà con l’apertura dell’HulaHoop che troverà di nuovo una possibilità per riprendere a dipingere e raccontare.

L’arte non poteva mancare in un locale gestito da una di Francia, e in un locale che rispetta l’arte non poteva mancare Togaci, che con il suo fiuto riconosce in Francesca un talento e la stimola a riprendere.

La ripresa c’è ed è a pieno titolo un’arte che si inserisce nel filone surrealista contemporaneo.

Francesca di Francia, in arte - e non solo - Gerlanda, è un’artista contemporanea che porta nella sua creatività l’espressione del suo tempo. Fatevi un giro in questa giostra di mostri.

……….e tutto ebbe inizio all’HulaHoop Club

testo di Elisabetta Trova



Lucia Costa

Lucia Costa è come la sua terra, terra costeggiata dal mare che ribolle e si rigenera: la Sicilia, Catania, l’Etna.

Nasce sotto il segno del leone ed in un’immersione yoga scopre il suo animale guida, il granchio che le dice “sono piccolo ma ben concentrato”.

A diciassette anni incontra la disciplina dello shiatsu che non ha più abbandonato.

L’incontro con lo shiatsu arriva come risposta al suo necessario far confluire mente e corpo. Nella cultura orientale infatti mente e corpo non vengono riconosciute come identità separate - un dolore fisico si può spiegare con una situazione emotiva e una situazione emotiva può trovare rimedio attraverso risorse naturali, perché noi siamo natura.

“Tocco il profondo rimanendo in superficie” dice quando le si chiede del suo shiatsu.

“Trovo il mio centro nel cerchio” dice quando le si chiede del suo hula hop

Impara a danzare grazie all’incontro con Lucia Zahara, insegnante inglese di yoga e danza orientale.

Insoddisfatta dalle aspettative di un’intera vita nell’isola, nel 2009 con uno zaino e 100 euro in tasca parte per Roma, come si fa quando si migra per scoprire.
A Roma trova il modo di esibire la sua necessità di esprimersi attraverso il corpo nella Murga, la tradizionale banda di strada del carnevale argentino composta da musicisti e ballerini; ma Lucia danza dentro il cerchio “per rimanere concentrata nel proprio centro, in armonia con l’eterno movimento dell’universo”.
Questa all’HulaHoop Club è la sua prima esibizione da sola, a noi non resta che girarci a guardare

http://arparmonia.wordpress.com



CRISTIANA LAURI



Moderna trovatora: scrittrice e compositrice di poesie, di testi per le proprie canzoni, nonché di melodie per versi, che interpreta con le sue arpe da menestrello.



La tecnica dell'artista fa eco a una visione del mondo mistica di scenari lontani, donando un' impronta di contemporaneo all'antico strumento.

Collabora con musicisti e poeti: interpretazioni, presentazioni, reading e accompagnamenti.

Conduce sessioni di Meditazione con Arpa e di Yoga della Risata.

Vive a Roma.



Francesca Verusio vive la danza come essenzialità del corpo, istintualità della sensazione. Nella poetica delle sue performances si respira tutta l'attesa dello stare nella non-azione, del lasciarsi danzare, attimo dopo attimo, in una strategia che muove dall'interiorità più profonda per fuoriuscire e tendersi quanto più altrove, e che ha esito formalmente indefinibile.



Mike Papa

NEVERMIKE in arte

Dopo 8 anni di studi musicali, sia teorici che storici che pratici, decide di cambiare radicalmente genere, unendo al suo lavoro da musicista anche un lavoro di ricerca musicale che poi ha sfociato all'interno di vj e dj set riprodotti soprattutto nella zona cilentina. Rimanendo comunque solitario nelle sue composizioni.

Tra campionamenti di rumori e suoni distorti, assorbiti da beat grezzi e scomposti, si sentono le influenze della musica concreta sperimentale anni '40/'50, agli albori di un'evoluzione che passa poi per i Kraftwerk e Aphex Twin, filtrata dalla grande massificazione delle ultime produzioni.

Le frequenze variano e non lasciano indifferenti, anzi proiettano la mente in uno stato di incertezza, assumono il controllo psicologico, provocano un senso di instabilità.

"Un agglomerato urbano" passa dalle casse al timpano e dal timpano al cervello, rielaborato appena chiuse le finestre, attraverso synth, effetti e campionamenti.

NEVERMIKE è un fabbricante di ricordi che suscitano sogni inquieti.

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giovedì 3 novembre 2011

TORINO PALERMO AL FEMMINILE DI ROSANNA CERUTTI E KINDIA






TORINO PALERMO AL FEMMINILE

DI ROSANNA CERUTTI E KINDIA (PITTURA)

Dall’11 al 24 Novembre
HulaHoop Club
via L.F. De Magistris 91/93
Roma (Rome, Italy)
ore 20.00
PROGETTO COMUNICATIVO DI EMANUELA CINA'

PERFORMANCE

DI Edgard Lombardi E DI Giovanni Filangieri



L’Hula Hoop Club si accende di glamour e di una sempre più forte identità femminile. Un universo fatto di contenuti che attraverso lo studio della forma diventano teatro che in maniera pirandelliana smaschera l’apparenza. Protagoniste l’artista palermitana Kindia e la torinese Rosanna Cerutti; in comune la riproposizione di un femminile sensuale ma delicato, di altri tempi. Kindia alias Rossana Onorato, abbina la perfezione degli studi sulla forma a un desiderio di dialogo interiore col proprio io, togliendo alle sue donne la maschera dell’apparenza e ricoprendole dei variegati colori dell’anima. Di recente dopo aver partecipato a varie collettive, e alcune personali, ha rafforzato la sua idea di apertura a nuovi spazi mentali per volare oltre l’ambiente artistico siciliano. Milano per la Castelly Gallery e ora il felice incontro con Rosanna Cerutti nell’ atmosfera romana. Rosanna Cerutti nata in Piemonte abbina felicemente le conoscenze sviluppate negli studi nel campo della moda,( apparenza, perfezione, stile) a un forte richiamo caricaturale. Le sue donne altrettanto eleganti e glamour sono chiaramente la maschera di se stesse e la marcatura dei tratti tutt’altro che perfetti e lineari, funziona da rafforzativo di tale concetto. Il cromatismo brillante rende un idea chapliniana della donna nella società di ieri e di oggi, una donna forte che conosce il suo ruolo nelle luci della città e lo interpreta. Una donna, che è anche fragile, imperfetta nel suo magnificente splendore. Tutto ciò con ammirevole maestria è Rosanna Cerutti. Un evento che sicuramente non può che concludersi e sposarsi con una performance di moda grazie allo stilista Edgard Lombardi ( stilista nato in America Centrale e campano di adozione), unisce il legame passato con le scuole d'arte con la passione per la moda e il pret a porter che reinventa con tocchi unici. Uno stile sicuramente fuori dagli schemi in cui arte e glamour si fondono.

Giovanni Filangieri, Percorso felice quello dell'hair stylist tarantino che, dopo l’esperienza di corsi presso saloni importanti italiani ,culmina con collaborazioni con stilisti e marchi rinomati nel campo della moda tra cui, il felice sodalizio con lo stilista edgard lombardi.

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